L’intervisione è un’attività di confronto e scambio tra pari, cioè tra mediatori familiari, finalizzata a:

1.Condividere esperienze e buone pratiche: i mediatori analizzano casi concreti, discutono approcci adottati e valutano le soluzioni.

2.Migliorare le competenze professionali: attraverso il confronto reciproco, i mediatori possono affinare le proprie capacità di analisi, mediazione e gestione dei conflitti.

3.Prevenire il burnout professionale: l’intervisione aiuta a ridurre il rischio di stress lavorativo, offrendo un supporto collaborativo tra professionisti.

4.Garantire qualità e omogeneità del servizio: lo scambio tra pari contribuisce a standardizzare le pratiche e migliorare l’efficacia degli interventi.

L’obbligatorietà dell’intervisione nel D.lgs. 151/2023

Il decreto pone l’accento sull’importanza di percorsi formativi e di aggiornamento per le professioni coinvolte nella tutela della famiglia e dei minori, come i mediatori familiari. In particolare, l’obbligo di intervisione si inserisce in un quadro di rafforzamento delle garanzie di competenza e professionalità richieste a questi operatori.

 

Modalità di svolgimento

 

Finalità dell’intervisione obbligatoria

L’introduzione dell’obbligatorietà dell’intervisione riflette l’obiettivo di:

1.Rafforzare la tutela delle famiglie e dei minori coinvolti in situazioni di conflitto.

2.Offrire un servizio sempre più professionale, etico e aggiornato.

3.Promuovere un approccio condiviso tra i mediatori familiari, in linea con le normative europee.

L’applicazione pratica e i dettagli operativi dovranno essere definiti in base ai regolamenti attuativi o alle linee guida delle associazioni di categoria.